Parlaequosolidale - Le ultime notizie dal mondo equosolidale v
Categoria: Campagne
15
dic 09
La Campagna “CLANDESTINO” va avanti.
Posted by Commercio Alternativo
Categoria: Campagne
Riprendiamo l’articolo di Pierluigi Sullo.
Data di apparizione: 29 Maggio 2008
Luogo di apparizione: “CARTA”
“I simboli sono importanti, eccome. Quando se ne parla, mi
torna sempre in mente una scritta scolorita dal tempo ma ancora leggibile che
vidi sul muro di cinta di una antica villa della Val d’Orcia, in Toscana. Era
tracciata con vernice rossa e pennello e diceva “Viva Mao”. Al di là di quel
che, con senno di poi, si può dire della Rivoluzione culturale ecc., quel che
fu per me quasi commovente era il fatto che fino in quell’angolo del paese, tra
cipressi e crete rosse, un ragazzo, evidentemente sessantottino, aveva creduto
giusto, utile, far sapere quale fosse il simbolo, il nome di Mao Tse-tung, che
voleva scagliare contro l’ordine costituito. Evento microscopico, ma a ben
pensarci non molto diverso dalla radio con cui Peppino Impastato, assassinato
quarant’anni fa, pensò di combattere la mafia. Oggi ci si attarda a
“raccogliere le bandiere” e a tutelare le falci e i martelli, ma la verità è
che di simboli efficaci non ne abbiamo gran che, noi – parola molto complicata
e più vasta di quanto appaia – che ci sentiamo sulle spine se un campo rom
viene incendiato, ci irritiamo se un manipolo di “forzanovisti” (così li chiama
il loro duce, debitamente intervistato dalla tv) prende a mazzate un gruppo di
studenti, ci allarmiamo se attorno alla questione dei rifiuti napoletani si
costruisce un apparato legislativo degno, scrive Stefano Rodotà sulla
Repubblica, di una “democrazia autoritaria” (Marco Revelli dice “dispotica”),
ci sentiamo impotenti se un milione circa di persone, dette “clandestini”,
viene indicato come la selvaggina nella caccia alla “sicurezza”.
E dunque, siccome il nostro mestiere è quello di comunicare,
e anche di fabbricare simboli se ne siamo capaci, noi di Carta abbiamo pensato
di proporne uno. Non sappiamo se funzionerà, se abbiamo la capacità e la forza
di diffondere a sufficienza l’idea, ma chissà. Il ragionamento è questo:
dobbiamo trovare una parola-simbolo che unifichi i comitati (proibiti per
legge) di cittadini contro le discariche (ma domani toccherà a quelli contro o la base di Vicenza o il
Ponte sullo Stretto); i migranti la cui stessa vita viene negata; i rom, che
sono l’ultimo gradino della scala; i lavoratori in nero, molti dei quali
stranieri sans papier, ecc. Insomma, dire: guardate che, fatte le debite
differenze, alla fine è con tutti voi che i Maroni e i Berlusconi se la stanno
prendendo. E qual è la parola che può simboleggiare tutto questo? Forse
“clandestino”, ci siamo detti: nella storia molte di queste parole spregiative,
cariche di negatività, sono state impugnate da chi le subiva e sfacciatamente
esibite. E come auto-denunciare la propria condizione di “clandestino”? Con un
mezzo di comunicazione classico: una maglietta.
Detto e fatto, ecco la maglietta che semplicemente dichiara
“Clandestino”, con un tocco in più nel fatto che la “o” finale è sostituita da
una impronta digitale.”
A poco più di un anno e mezzo di distanza queste parole
risuonano, ancora, con tutta la loro forza.
I principi che le hanno ispirate sono tuttora vividamente
evidenti agli occhi di chiunque voglia guardare il mondo da una determinata
prospettiva… anche la situazione politico-sociale contingente non sembra certo
rivolta verso lo scioglimento di quelle tensioni e conflitti dai quali questa
campagna ha tratto, e trae, la sua ragion d’essere ed il suo consenso.
Siamo per questo felici di essere entrati a far parte di tale
movimento, di esserci vestiti con questo “simbolo” affiancando CARTA nella
realizzazione del progetto della Felpa “CLANDESTINO”, che già ad Ottobre vi
abbiamo presentato.
Una calda, morbida felpa in cotone biologioco da Craft Aid - Mauritius che, all'occorrenza, si trova perfettamente a proprio agio durante manifestazioni, cortei o anche, semplicemente, per testimoniare giornalmente il proprio impegno a favore di un'iniziativa
che è, per noi, un grande esempio di civiltà, intelligenza e serena umanità.
Ma il nostro contributo non si limita alla
realizzazione delle felpe EQUOSOLIDALI CLANDESTINO ma vi proponiamo tuttoi il "kit Clandestino" come le classiche t-shirt, le agende del 2010, per vivere un anno da veri
CLANDESTINI, le bandiere e le spillette: essenziali in ogni manifestazione!
In una parola: siamo felici di esserci auto-denunciati come CLANDESTINI.
Per maggiori informazioni, per aderire rimanete collegati sul sito di CARTA e sul sito dedicato CLANDESTINO: uno spazio per raccontare la vita dei migranti e dei movimenti sociali antirazzisti attraverso notizie, articoli, reportage, inchieste sociali, autocensimenti, fotografie e link. Un modo per diffondere pensiero critico su cittadinanza, diritti, intercultura.
Scaricate qui il listino dei prodotti “CLANDESTINO”.
Scegliete l’integrazione, l'apertura e la civile convivenza.
Dichiaratevi CLANDESTINI: movimenti cittadini, associazioni, cooperative sociali, gruppi d’acquisto solidale, botteghe del commercio equo, singole persone.
Per indossare un chiaro messaggio che …attivi le idee di ognuno!

Categorie
- Accade nel ComES
- Artigianato
- Campagne
- Cosmesi Equosolidale
- Eco & Green
- Natale equosolidale
- Settimana del ComES
Archivi
2010
2009










