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Categoria: Campagne


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dic 09

La Campagna “CLANDESTINO” va avanti.

Posted by Commercio Alternativo
Categoria: Campagne

Riprendiamo l’articolo di Pierluigi Sullo.
Data di apparizione: 29 Maggio 2008
Luogo di apparizione: “CARTA”


“I simboli sono importanti, eccome. Quando se ne parla, mi torna sempre in mente una scritta scolorita dal tempo ma ancora leggibile che vidi sul muro di cinta di una antica villa della Val d’Orcia, in Toscana. Era tracciata con vernice rossa e pennello e diceva “Viva Mao”. Al di là di quel che, con senno di poi, si può dire della Rivoluzione culturale ecc., quel che fu per me quasi commovente era il fatto che fino in quell’angolo del paese, tra cipressi e crete rosse, un ragazzo, evidentemente sessantottino, aveva creduto giusto, utile, far sapere quale fosse il simbolo, il nome di Mao Tse-tung, che voleva scagliare contro l’ordine costituito. Evento microscopico, ma a ben pensarci non molto diverso dalla radio con cui Peppino Impastato, assassinato quarant’anni fa, pensò di combattere la mafia. Oggi ci si attarda a “raccogliere le bandiere” e a tutelare le falci e i martelli, ma la verità è che di simboli efficaci non ne abbiamo gran che, noi – parola molto complicata e più vasta di quanto appaia – che ci sentiamo sulle spine se un campo rom viene incendiato, ci irritiamo se un manipolo di “forzanovisti” (così li chiama il loro duce, debitamente intervistato dalla tv) prende a mazzate un gruppo di studenti, ci allarmiamo se attorno alla questione dei rifiuti napoletani si costruisce un apparato legislativo degno, scrive Stefano Rodotà sulla Repubblica, di una “democrazia autoritaria” (Marco Revelli dice “dispotica”), ci sentiamo impotenti se un milione circa di persone, dette “clandestini”, viene indicato come la selvaggina nella caccia alla “sicurezza”.
E dunque, siccome il nostro mestiere è quello di comunicare, e anche di fabbricare simboli se ne siamo capaci, noi di Carta abbiamo pensato di proporne uno. Non sappiamo se funzionerà, se abbiamo la capacità e la forza di diffondere a sufficienza l’idea, ma chissà. Il ragionamento è questo: dobbiamo trovare una parola-simbolo che unifichi i comitati (proibiti per legge) di cittadini contro le discariche (ma domani toccherà a quelli contro o la base di Vicenza o il Ponte sullo Stretto); i migranti la cui stessa vita viene negata; i rom, che sono l’ultimo gradino della scala; i lavoratori in nero, molti dei quali stranieri sans papier, ecc. Insomma, dire: guardate che, fatte le debite differenze, alla fine è con tutti voi che i Maroni e i Berlusconi se la stanno prendendo. E qual è la parola che può simboleggiare tutto questo? Forse “clandestino”, ci siamo detti: nella storia molte di queste parole spregiative, cariche di negatività, sono state impugnate da chi le subiva e sfacciatamente esibite. E come auto-denunciare la propria condizione di “clandestino”? Con un mezzo di comunicazione classico: una maglietta.
Detto e fatto, ecco la maglietta che semplicemente dichiara “Clandestino”, con un tocco in più nel fatto che la “o” finale è sostituita da una impronta digitale.”

A poco più di un anno e mezzo di distanza queste parole risuonano, ancora, con tutta la loro forza.
I principi che le hanno ispirate sono tuttora vividamente evidenti agli occhi di chiunque voglia guardare il mondo da una determinata prospettiva… anche la situazione politico-sociale contingente non sembra certo rivolta verso lo scioglimento di quelle tensioni e conflitti dai quali questa campagna ha tratto, e trae, la sua ragion d’essere ed il suo consenso.

Siamo per questo felici di essere entrati a far parte di tale movimento, di esserci vestiti con questo “simbolo” affiancando CARTA nella realizzazione del progetto della Felpa “CLANDESTINO”, che già ad Ottobre vi abbiamo presentato.
Una calda, morbida felpa in cotone biologioco da Craft Aid - Mauritius che, all'occorrenza, si trova perfettamente a proprio agio durante manifestazioni, cortei o anche, semplicemente, per testimoniare giornalmente il proprio impegno a favore di un'iniziativa che è, per noi, un grande esempio di civiltà, intelligenza e serena umanità.

Ma il nostro contributo non si limita alla realizzazione delle felpe EQUOSOLIDALI CLANDESTINO ma vi proponiamo tuttoi il "kit Clandestino" come le classiche t-shirt, le agende del 2010, per vivere un anno da veri CLANDESTINI, le bandiere e le spillette: essenziali in ogni manifestazione!

In una parola: siamo felici di esserci auto-denunciati come CLANDESTINI.


Per maggiori informazioni, per aderire rimanete collegati sul sito di CARTA e sul sito dedicato CLANDESTINO: uno spazio per raccontare la vita dei migranti e dei movimenti sociali antirazzisti attraverso notizie, articoli, reportage, inchieste sociali, autocensimenti, fotografie e link. Un modo per diffondere pensiero critico su cittadinanza, diritti, intercultura.

Scaricate qui il listino dei prodotti “CLANDESTINO”.

Scegliete l’integrazione, l'apertura e la civile convivenza.

Dichiaratevi CLANDESTINI: movimenti cittadini, associazioni, cooperative sociali, gruppi d’acquisto solidale, botteghe del commercio equo, singole persone.

Per indossare un chiaro messaggio che …attivi le idee di ognuno!




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